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giovedì 26 novembre 2009

Bookmarks Puntata 42 - 21 Marzo 2009



Fratelli e sorelle del Garage Ermetico, benvenuti su Bookmarks. Questa settimana sono qui per lamentarmi: la primavera è già alle porte, annunciatrice dell’odiata stagione estiva ed io ne ho già piene le scatole del caldo che non è ancora arrivato. Come se non bastasse, le temperature miti mi fanno pensare alla California ed al fatto che ancora non sono arrivato ad Hollywood. Vi vedo stupiti. Non sapevate che Bookmaks è sempre stato solo il mio trampolino di lancio per diventare una stella del cinema? Propri così. C’è chi va al Grande Fratello e chi invece fa la radio. Sono o non sono una volpe?

E, a proposito di animali del bosco e di blockbuster internazionali, oggi vi parlo di una strip di cui già accennammo qualche settimana fa, parlandovi dello splendido sito www.comics.com, su cui trovate miriadi di ottimi web-comic americani. Si tratta di un fumetto che pochi conoscono in Italia, mentre è famosissimo negli USA, talmente famosissimo che ne è stato addirittura tratto un film. Forse alcuni di voi avranno già capito. No, abbassa la mano tu con la maglietta di Watchmen che non c’entra niente.

Qua si parla di un film di animazione del 2006, che in Italia si chiamava “La Gang del Bosco”. Qui da noi quasi nessuno sapeva da dove saltassetro fuori quegli animaletti disperati, minacciati dall’avanzare della periferia fatta di villette e strade di asfalto che si mangiano le loro case tra querce ed abeti. Ma oltreoceano tutti o quasi sapevano che il film era tratto da Over the Hedge, la strip di oggi.

Badate bene che si scrive hedge, con l’acca iniziale. Perché “over di edge” senz’acca è un’espressione che significa “oltre il limite”, si riferisce ad una vita vissuta al massimo, pericolosamente, correndo rischi ad ogni angolo. Mentre hedge, con l’acca significa siepe, quella che un bel mattino infatti i nostri eroi si trovano proprio fuori dalle loro tane, unico confine tra il loro mondo della foresta e quello umano, sconosciuto, incomprensibile, terrorizzante. Chiarito il gioco di parole del titolo, andiamo a vedere chi sono i pelosi protagonisti della nostra serie, che sono poi anche i tre principali che molti avranno conosciuto nel film.

L’eroe di turno, che di fronte all’avanzare della civiltà e del cemento non si scompone minimamente, si chiama RJ ed è un procione. Potremo definirlo un sottile artista della psicologia inversa, uno che saprebbe convincerti a fare qualunque cosa, anche la più pericolosa, la meno ragionevole, facendoti credere che l’idea è stata tua e che peraltro era ottima davvero. RJ guarda oltre la siepe e non vede una minaccia, ma una montagna di possibilità. Inoltre è affascinato dallo stile di vita degli umani, e li studia assiduamente per imitarne la condotta, oltre che per imparare a sottrarre loro grandi quantità di cibo pronto ed inscatolato. Crede di sapere tutto sugli uomini e si comporta come una sorta di capo carismatico degli animali del bosco.

Cosa che manda in bestia il povero Verne, tartaruga saggia e prudente come la longevità della sua razza prevede. Verne era di fatto la guida del popolo della foresta, prima dell’arrivo di RJ, ed ha un carattere diametralmente opposto a quello dello sconsiderato procione. Verne è riflessivo, tradizionalista, introverso, va coi piedi di piombo in qualunque situazione. Deve capire, analizzare, considerare ogni dettaglio di una faccenda prima di decidere. E poi è onesto e caritatevole, preoccupato degli altri più che di se stesso. Ovviamente all’inizio della serie detesta il pigro e sin troppo furbo RJ, ma pian piano i due si avvicinano sino a diventare amici per la pelle.

E poi c’è Hammy, lo scoiattolo, il personaggio più divertente ed amabile di Over the Hedge. Iperattivo, scatenato, insensato, completamente svalvolato, è entusiasta di tutto, amico di tutti, non capisce niente, e vi ammazza dalle risate. Hammy interviene sempre a sproposito, si diverte con il nulla, si lascia convincere a fare qualunque cosa, è semplicemente un folle, ma vuole bene con sincero affetto ai suoi amici Verne e RJ, oltre che a chiunque gli capiti a tiro, perciò fate attenzione a non avvicinarvi troppo.

La comicità di Over the Hedge è davvero notevole. Sorretta da un’idea originale e dalle tante possibilità narrative che essa offre, la serie si basa inizialmente soprattutto sul confronto paradossale tra la società animale e quella umana e i vari modi dei nostri eroi di gestire il conflitto tra le due. Pian piano però i personaggi diventano si stabilizzano ed è la trama dei loro rapporti interpersonali a tenere banco.

Micheal Fry, autore dei testi, sfrutta i caratteri dei suoi tre personaggi per dare prova della varietà del suo umorismo, adattando le nostre risate alla personalità dei suoi tre eroi. RJ è sarcastico e spietato, Verne è isterico e brillante, Hammy è assurdo e paradossale. Ai disegni c’è invece Thomas Lewis, illustratore e cartoonist affermato, vincitore di premi e di esperienze disneyane. Qui esibisce un tratto sporco, caricaturale, volutamente approssimativo, perfetto per rendere i toni svagati e per nulla impegnati della serie.

Per noi è tutto, amici ascoltatori. Se volete saltare oltre la siepe e fare amicizia con le bestioline pelose di Over the Hedge, correte sul sito comics.com/over_the_hedge. Prima di andare in letargo ricordatevi che noi torniamo settimana prossima ancora sulle frequenze del Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14) e che trovate in audio e testo le nostre puntate sul blog ztrudel.blogspot.com. Buona caccia amici. Leggete tante strip.


Ascolta la puntata :






Bookmarks Puntata 41 - 14 Marzo 2009



Ascoltatori ed ascoltatrici, benvenuti ad un’altra puntata di Bookmarks, la trasmissione sulle web-strip che settimana dopo settimana rimpolpa la vostra lista dei preferiti internet di siti a fumetti da consultare ridacchiando invece di lavorare studiare o fare qualunque cosa sia previsto dai vostri quotidiani impegni. E nel fare questo, devo dire, tutta la nostra redazione si sente un po’ in missione. Pare di essere un centro d’assistenza, di regalarvi preziosi minuti di cazzeggio a spezzare il difficile cammino di una giornata faticosa. Eh?

Perché noi vi vediamo, chini sulle vostre scrivanie, piegati sui documenti nei vostri uffici. Vorreste che per una volta il lavoro finisse prima, che le pratiche si sbrigassero da sole, che dei compiti per il giorno dopo si occupasse magicamente un piccolo folletto di nome Scurgo, il folletto delle disequazioni. Vorreste trovarvi il lavoro già fatto e prendervene magari anche il merito.

Bene, l’autore della strip di oggi è talmente un figo, ma talmente un figo che è riuscito proprio un questo miracolo apparentemente impossibile: aggirare il sistema, fare il minimo indispensabile di fatica, e prendersi pure gli applausi. Questo genio degli scansafatiche di talento si chiama Rob Balder, sceneggiatore di ben tre web-strip tra cui la fantastica Erfworld di cui vi parleremo senz’altro in futuro. Ma oggi ci occupiamo di Partially Clips, uno dei lavori più inusuali in cui potrà mai capitarvi di incappare.

Ve ne potrete accorgere sin da subito, facendo un salto sul sito www.partiallyclips.com e visionando la prima tavola che vi troverete. Se non noterete qualcosa di noto o di strano nel tratto e nei disegni, vi sarà impossibile ignorare che le tre vignette che avete di fronte sono tutte uguali. Un copia-incolla ripetuto in cui cambiano soltanto i testi. E già questo è un bell’inno alla pigrizia, un bel modo di diminuire la propria mole di lavoro.

Navigando più approfonditamente l’archivio della strip, che scorre ininterrotto dal 2002, anno d’esordio, sino ad oggi, inizierete come minimo ad accorgervi che ogni singola tavola ha uno stile diverso. Troppo diverso. Insomma, quei disegni non c’entrano nulla l’uno con l’altro. Uno sembra stilizzato, addirittura geometrico. L’altro è particolareggiato e pulito. Alcune volte ci sono figure umane stereotipate in pose ingessate e piatte, altrove giochi di pieni e vuoti, chiaroscuri pesanti o toni di grigio estremamente semplificati. Insomma, è escluso che siano opera della stessa mano, non c’è verso.

E poi i soggetti non hanno alcuna soluzione di continuità. I protagonisti delle singole strip sono sempre diversi e spesso assurdi. A volte una coppia di innamorati, a volte due cowboy a cavallo. O due cavalli. O anche oggetti inanimati che dialogano tra loro. O condomini interi che monologano solitari. Sicuramente una strip occasionale, senza trama, senza protagonisti fissi.

Ma ecco che, navigando navigando, prima o poi vi accorgerete del trucco. Sicuramente incapperete in qualche illustrazione già vista, o dallo stile noto. Sarà allora che vi si illuminerà una lampadina sulla testa e che capirete finalmente che ogni singola vignetta è in realtà tratta da ClipArt. Ce l’avete presente l’archivio di immagini di microsoft office, quello che tutti noi, a parte i macchisti della prima ora, abbiamo fatto scorrere almeno una volta dai nostri Power Point per creare un biglietto d’auguri fatto in casa per i nostri amici? Ecco, esattamente quello. Come dite? Queste cose le faccio io perché ho le braccine corte, mentre voi andate in cartoleria a comprare dei biglietti d’auguri veri? Va beh, sorvoliamo eh?

Comunque avete capito no? Un genio. Quest’uomo fa razzia delle illustrazioni di ClipArt, le incolla su tre vignette uguali identiche e, senza la fatica di accollarsi matite e chine, ha portato a casa il risultato. Un risultato a cui, ovviamente, contribuiscono in larghissima parte i testi di Partially Clips. Di solito si tratta di dialoghi tra i protagonisti delle immagini, che sono il più delle volte in coppia. Balder, dotato di grande colpo d’occhio, si inventa ogni volta una situazione prendendo spunto dalla ClipArt, solitamente allegra e giocosa a vedersi, ed appiccicandole addosso con malvagità spietati dialoghi di grande sarcasmo, creando un violento contrasto tra parola ed icona, principale caratteristica gustosa della serie. Non c’è alcun taboo riguardo gli argomenti, basta che si prestino all’ironia selvaggia di Balder: la guerra dei sessi, la crisi economica, i meccanismi del potere, la cultura pop, finiscono tutte sotto la sua mannaia.

Divertente, brillante, insolita ed anarchica, Partially Clips è insomma una lettura che non dovete farvi scappare, amici lettori, così come non dovete perdere, settimana dopo settimana le puntate di Bookmarks sempre qui sul Garage Ermetico, puntate che potete rileggere ed ascoltare sul blog ztrudel.blogspot.com.

Anche per oggi è tutto, appuntamento alla prossima settimana sulle frequenze del Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14) e, mi raccomando, leggete tante strip.

Ascolta la puntata :






giovedì 5 novembre 2009

bookmarks Puntata 38 - 21 Febbraio 2009



Ignaro ascoltatore, nello scrivere queste mie ultime righe, ci tengo a farti sapere che io ero all’oscuro della minaccia che avrei scatenato sul mondo. Anche adesso che il mio destino sta per reclamare la mia caduta, nel delirio che mi minaccia, mantengo lucido il ricordo. Quando mi parlarono di Bookmarks, la trasmissione che porta nelle case degli italiani le migliori web-strip nazionali ed internazionali, mi incuriosii molto, mi interessai all’argomento, mi inoltrai lungo un sentiero che credevo divertente e stimolante e che mai e poi mai mi era parso portatore di pericoli così inenarrabili, di disastri di tale portata.

E dunque ho cercato, settimana dopo settimana, web-comic sempre migliori, autori sempre più interessanti, sicuro di portare conoscenza e divertimento, di nutrire le coscienze, di appagare i cuori. Ah, follia. Potessi ora tornare indietro e strapparti, maledetto cavo del mouse che mi ha trascinato alle pagine elettroniche di una così funesta strip. Ma è tardi ormai, non posso sfuggire oltre al mio cammino.

Unspeakable Vault of Doom. Questo il titolo. Significa Innominabile Antro del Fato, e dentro vi si nascondono i mali occulti del nostro universo. Il suo autore infatti è un francese, Francois Launet, che evidentemente deve aver divorato ed amato, in gioventù, i libri splendidi e terribili di H.P. Lovecraft, geniale ed inquietante maestro della letteratura horror, il cantore della catastrofe e della follia.

Questo Launet già disegnatore di successo per una casa editrice tedesca, un infausto giorno dell’anno domini 2003, ha deciso di tradurre questa sua passione in striscie umoristiche i cui personaggi fossero le terrificanti divinità malvagie e mostruose creature che popolano i romanzi di Lovecraft, i Grandi Antichi del Necronomicon. Giganteschi mostri adorati da cultisti sottomessi e da antiche civiltà perdute, cantati in empie pergamene e tomi proibiti.

Il più temibile e famoso è Chtulhu, verde colosso dalla testa di polipo, nemesi della vita di tutto l’universo, divoratore di cultisti ingannati e stupidi, nonché pigro giocherellone. Sento già il suo tocco umido afferrare la mia anima e l’alito della sua immensa bocca pronta ad ingurgitarmi. Profuma di mele cotogne.

I suoi amici rispondono ai nomi sacrileghi di Nyarly, un tentacolo con braccia e gambe che instilla paura nei cuori per conquistare mondi, spingendosi fino a fare BUH da dietro gli angoli; Dagoon, padrone degli abissi, uomo pesce strabico come un pesciolino rosso con i suoi menhir sempre appresso; Shubby l’informe divinità con le corna d’ariete, sempre triste perché nessuno mai lo evoca nel mondo dei mortali. E con essi molti altri: i gelatinosi ed informi Shoggi, Tindaloo il cane cosmico, Ygo, il dio senza testa.

Sento crescere la tua inquietudine, sfortunato ascoltatore. So che tremi abbracciato alla tua radiolina, ma questo è niente. Vuoi sapere cos’è davvero spaventoso? E allora fatti un giro, se sei folle abbastanza, sul sito www.macguff.fr/goomi/unspeakable, e scopri come si può mettere in ridicolo la singolare condizione di un dio onnipotente e spietato, giocando con il suo smisurato potere, la sua fame di vittime e sacrifici, e riducendolo ad un infantile e simpatico personaggio che scambia i sottomarini colmi di esseri umani per confezioni di cetrioli in scatola, che gioca con Superman come se fosse un pupazzo, e che si mette in ridicolo per il tuo piacere e spasso, finchè anche tu come me non sarai dannato, ormai preso nella trappola, anche tu un adoratore di questi esseri cosmici buffamente spietati.

Launet, illustratore davvero notevole che si fa chiamare con il nome d’arte Goomi, ha un senso dell’umorismo vario e spesso esplosivo. Gioca con i suoi personaggi senza pregiudizi, costruendo la battuta facendo leva sulla loro natura di entità cosmiche e sovrapponendo ad essa una personalità ora ingenua e bambinesca, ora simile a quella di tutti noi. Riesce in pratica a dare un tono di quotidianità a questi esseri catastrofici e terribili.

Grandissimo contributo al successo della serie viene dallla splendida caratterizzazione grafica di Launet, che ha un tratto morbido morbido che usa per far risultare teneri e pupazzosi i suoi mostri, ispirando simpatia irresistibile al primo sguardo ed amplificando il contrasto tra l’immagine macabra di Chtulhu che consuma una manciata di persone a colazione e la comicità della battuta di turno.

Ma ora ecco, sento la temperatura della stanza calare bruscamente, sono perduto. La mia mente vacilla. Possano le mie estreme memorie esserti utili, impotente viandante. Salvati tu che ancora puoi, seguendoci settimana prossima sulle frequenze del salvifico Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14), rileggendo ed ascoltando le pie puntate di Bookmarks sul blog ztrudel.blogspot.com e soprattutto leggendo tante strip. Addio.



Ascolta la puntata :






martedì 6 ottobre 2009

Bookmarks Puntata 36 - 7 Febbraio 2009



Ehi, guardate chi è tornato a ronzarvi nelle orecchie? Quel mattacchione di Claudio è di nuovo alla conduzione di Bookmarks. Vi vedo già commossi all’ascolto delle vostre radio, armeggiare con i transistors, scaricare entusiasti le puntate e tutto ciò perché credevate di esservi liberati del sottoscritto. Spiacente di darvi questa cocente delusione, amici, ma eccomi qui per voi ad infarcire i vostri preferiti di web strip sempre più interessanti e divertenti.

E parlando di interesse e divertimento, quest’oggi voglio dare una bella mano di colori allegri ad un argomento troppo spesso serioso ed ammorbante: oggi infatti parliamo di università e di dottorandi. Avete presente quella razza oscura e misconosciuta, in bilico fra la condizione di studente e di lavoratore precario sfruttato, attaccata da tutti i fronti e costretta ad inseguire mezzo mondo per una borsa di studio o un assegno di ricerca? Ebbene, sono proprio loro i protagonisti di Phd Comics, la strip di oggi.

Innanzitutto dovete sapere che la sigla phd, altro non è che il nome anglosassone del nostro dottorato, abbreviazione di Philosophiae Doctor, in latino. Con un simpatico gioco di iniziali però, nel nostro caso significa Piled, Higher and Deeper, cioè, in una traduzione un po’ libera, impilato, più altro e più difficile. Probabilmente Jorge Cham, autore della serie, ha scelto queste tre magiche paroline pensando alla sua esperienza di dottorando in ingegneria all’università Californiana di Stanford, teatro delle vicende del suo comic, e riferendosi al lavoro a volte ingrato a volte pigro di questa categoria di aspiranti ricercatori.

Ma veniamo ai quattro protagonisti che compongono l’inossidabile gruppo di Phd Comic.
L’eroe della serie è curiosamente senza nome. Ha due occhialetti da intellettuale, un’aria sempre seria e rassegnata ed affronta le classi di studenti e le sfuriate dei professori con un misto di fatalismo ed incrollabile forza d’animo. Sogna finalmente di portare a termine la sua tesi di dottorato e trova conforto ed apoggio nei suoi indispensabili amici.

Il più indispensabile dei quali è forse Mike Slackenerny. Mike è un genio: è brillante fino ad accecarvi con la sua lucida intelligenza. Il problema è che è probabilmente l’uomo più pigro del pianeta. Forse tutto è troppo facile per lui e nulla vale la pena di un impegno minimamente serio. Mike è quindi una di quelle figure mitologiche che abitano gli atenei per anni ed anni, bivaccando nei corridoi senza mai riuscire a laurearsi, o, in questo caso, a prendere il dottorato.

Cecilia, anche lei ingegnere in via di phd, ha passato una vita a negare di essere una nerd. Ora che ha smesso, la vediamo felice e contenta condurre le sue ricerche complicatissime su oscuri segreti dell’informatica, festeggiare in estasi ogni volta che sconfigge un baco del suo pc e lasciare che tecnologia discutibilmente utile invada senza pietà la sua stanza. Figlia di un grande professore, avrebbe terminato la sua tesi e potrebbe conseguire il dottorato, ma qualcosa nella sua testa le impedisce invariabilmente di terminare gli studi. Saranno gli effetti della montagna di cioccolato che consuma quotidianamente

Quarta ed ultima componente di questo gruppo di giovani accademici è Tajel, l’unica studentessa di materie umanistiche della serie. Comprensiva, disponibile, intelligente, Tajel è sempre in cerca di qualcosa di nuovo per cui protestare, di un motivo per mobilitare i suoi compagni in corteo o una ragione per scuotere le coscienze sopite di studenti oberati di lavoro e preoccupati dagli esami. In bocca al lupo Tajel.

Attraverso questi quattro personaggi che evidentement ama alla follia, Jorge Cham racconta la quotidianità di una condizione molto molto particolare, una sorta di limbo tra l’età adulta del lavoro e quella giovanile dello studio. Il dottorato, se da un lato è il nemico da affrontare tutti i giori, dall’altro è un modo come un altro per rimandare la decisione su cosa si voglia fare da grandi senza rimanere nel frattempo con le mani in mano. Il tutto descritto con la sana e partecipata ironia di chi attraverso questa esperienza ci è passato e sa bene quanta fatica comporti, ma anche quanto tempo lasci all’ozio e alla possibilità di coltivare le proprie passioni, anche quelle più assurde e soprattutto di rimandare, rimandare, rimandare gli impegni, fino a quando non sarà quasi troppo tardi e ci si troverà a rincorrere senza fiato la scadenza di turno.

Cham, che ha iniziato a disegnare e scrivere la serie nel 1997, suo primo anno di phd, ha un umorismo di grande intelligenza e quasi sempre privo di sarcasmo, mai troppo spietato ed in qualche modo sempre compassionevole. I suoi miglioramenti come sdisegnatore sono costanti e notevoli. Dalle semplicissime vignette incerte e bidimensionali degli esordi, si è rapidamente passati ad un uso dei chiaroscuri al computer sempre più consapevole, fino all’odierna sapiente gesione della tavola e, nel 2003, all’invasione del colore.

Questa serie da indaffarati perdigiorno la trovate all’indirizzo www.phdcomics.com, che ovviamente vi consigliamo di visitare al più presto, così come vi suggeriamo di seguirci ancora settimana prossima sia su queste pagine che sulle frequenze del Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14).


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Bookmarks Puntata 32 - 29 Novembre 2008



Cari amici di Bookmarks, da anni sono tornati in auge la fantasia, l’evasione, il fantastico. Da Harry Potter al Signore degli anelli, da Eragon alle cronache di Narnia, nei cinemi sulla carta stampata, è tutto un fiorire di luoghi meravigliosi, creature fatate, magia, eroi, eroismi, magismi, fate turchesi, esseri esofari di altri pianeti che paiono sorci, ma non sono sorci. E di preciso non lo so cosa sono. Si tratta di mondi sognati e sognanti, desideri di bimbi che un giorno combatteranno contro i draghi, le streghe e i presidenti del consiglio.

Nel letto di questo fiume si cala con tutte le scarpe una web-strip in cui siamo incappati a Luccacomics, alla presenza del suo inconsapevole autore. Manu infatti non ci ha visti trafugare (per poi pagarla, sia chiaro) una copia del suo Deficients and Dragons.

A tutti i giocatori di ruolo all’ascolto questo titolo avrà già fatto scampanellare le orecchie. L’ispirazione a Dungeons and Dragons, il capostipite dei giochi di ruolo, creato negli anni sessanta dal recentemente scomparso Gary Gygax, è evidente. Altrettanto evidente è la parodia contenuta in quel “Deficients”, spietatamente riferito agli sgangherati personaggi della serie.

Il gruppo dei più o meno coraggiosi avventurieri è ampio e variabile, ma ruota attorno a quattro personaggi fissi che ne costituiscono l’ossatura principale, ognuno con un suo proprio modo ed un personale motivo per essere definito un deficiente, come da copione.

Akkacielle è il ladro del gruppo. Un personaggio furtivo, abile, esperto di trappole e di marchingegni, capace di guidare i suoi compagni nelle buie e tetre stanze di prigioni millenarie e castelli in rovina. Bravo è bravo, per carità, solo che dovrebbe fare qualcosa contro la sfiga infallibile che lo perseguita.

Suo compagno di vecchia data è Diossina, un baffuto mago che ha ben poco dell’austera figura che il suo ruolo dovrebbe imporgli. Distratto e pasticcione, mette in allarme i propri compagni ad ogni mistico gesto della sua mano, ed i suoi incantesimi hanno esiti imprevedibili.

Luppolo il Nano è un tipo simpatico, basta non farlo arrabbiare. Peccato che abbia una miccia corta corta e l’abitudine di risolvere i problemi solo ed esclusivamente a mazzate, fossero anche problemi di matematica.

A guidarli verso la luce della gloria nella crociata contro le forze del male c’è Sir Roderick, un puro, un buono, un eroe, un cuore nobile, un indomito campione del bene…uno scassapalle allucinante insomma, che trascina i suoi compagni nei peggio pericoli, seguendo la sua onorevole bandiera, anche quando loro farebbero più che volentieri a meno di rischiare il collo per l’ennesima volta.

Insieme a loro può capitare di trovare il vanitoso elfo Soldiesis, la bella sacerdotessa Petula, di sani principi e dall’elasticità mentale molto ridotta, il colossale barbaro Kraag e molti altri tra amici e nemici. Il mondo di Deficients and Dragons è infatti costantemente in crescita. Da quando Emanuele Tonini, vero nome dell’autore, ha iniziato un anno fa, molta acqua è passata sotto i ponti per i suoi personaggi, ed il nucleo iniziale è andato arricchendosi sempre più lungo la via.

Manu infatti si getta a capofitto nella narrazione di ampio respiro, portandola avanti di tavola in tavola con coerenza e continuità, e soprattutto senza farsi imprigionare dalla logica del fumetto umoristico: se alla fine della strip scatta la battuta, bene, altrimenti si può tranquillamente far attendere i lettori vogliosi di risate sino al prossimo aggiornamento del sito, ed intanto far procedere la storia.

Il suo stile di disegno poi è davvero quanto di più adeguato al tema: molto cartoonesco e pulito, coniuga la caricatura della componente comica al dinamismo di un fumetto d’avventura, e si adatta di volta in volta ai bisogni narrativi.

Questa web-strip piacevolmente leggera e divertita la trovate sul sito www.deficientsanddragons.com e sul volumetto di fresca stampa “Avventura al castello”, edito da Shockdom. Ve li consigliamo entrambi fugando i vostri possibili dubbi: non preoccupatevi, per capire le battute non c’è bisogno di aver passato la vita sui giochi di ruolo, ad imprecare contro dadi dalle molte facce.

Ricordandovi che le nostre puntate sono tutte sul sito ztrudel.blogspot.com, vi diamo appuntamento a settimana prossima con un fumetto che rimarrà in tema, andando un po’ più sul tecnico, cioè lo splendido Order of the Stick.


Come sempre noi torniamo sia su queste pagine che sulle frequenze del Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14).

Buona avventura a tutti e leggete tante strip.




Ascolta la puntata :


sabato 20 dicembre 2008

Bookmarks Puntata 31 - 22 Novembre 2008


C’è tensione. Qui nella redazione di Bookmarks c’è tensione e nervosismo. Il sottoscritto Claudio e Davide il capo litigano da settimane per le più piccole banalità. Chi deve andare a prendere il caffè, chi licenziare questa settimana, a chi tocca questo mese la consueta cena con Charlize Theron. Ciao Charlize. Ogni scusa è buona per litigare. Sarà l’inverno che non arriva, saranno gli esami che mi stressano, sarà che la moglie del capo è gelosa di me. Diciamo la verità, la questione è che ai primi di Dicembre entrambi si invecchia. E allora giù a dirsi chi dei due sta messo peggio, se io che invecchio di più, in quanto più giovane, aggiungo ai miei anni una percentuale maggiore di tempo, o lui, che è e sempre sarà più vecchio di me.

Praticamente una guerra senza vincitori. Il risultato, cari ascoltatori, è che nessuno dei due si sente particolarmente buono, nonostante le luminarie che già iniziano a comparire nelle nostre città e che ci ricordano che Natale s’avvicina. Visto il nostro stato d’animo, questa settimana siamo andati a cercarci una strip che ci somigliasse, che fosse cioè cattiva, senza riguardo, per nulla gentile con il prossimo. Senza indugiare, ci siamo quindi buttati sulla strip di Marco Zazzaroni, detto Zazza, ovvero Vent’anni circa.

E chi ce li ha più vent’anni? Certo non noi, ma evidentemente i protagonisti della serie. Quattro ragazzi che provano ogni giorno a farsi un’idea precisa, consapevole, del mondo in cui vivono, giovani che sanno di avere la responsabilità di cambiare le cose, di dare una direzione nuova alla società partendo dal basso, di essere la prossima classe dirigente. Provano ogni giorno ed ogni giorno falliscono, confusi ed incoerenti, per non dire completamente idioti. Hanno il mondo nelle mani e non hanno la minima idea di che farsene. Tutti animati da sogni di rivolta, ma senza sapere come fare la rivoluzione, o contro cosa, o perché, o a che ora, se a stomaco pieno o lontano dai pasti.

Guardiamoli un po’ da vicino questi quattro giovinastri perdigiorno. Joseph è il filosofo del gruppo. Imbevuto di ideali di giustizia sociale, rivendica un mondo culturalmente più avanzato, più equo ed umano. Si sente ingabbiato da una società frivola e superficiale, lui intellettuale pogressista, che poi però soffre coinvolto davanti al Grande Fratello.

Vladimir è il figo. Alternativo per nascita ed aspirazioni, dal capello lungo curato, dalla studiata estetica di sinistra, sguazza nella sua costruita apparenza da poeta maledetto e tormentato, conquistando ingenui rappresentanti del sesso femminile. Perché depresso è bello.

Tutto il contrario di Edmond, lo scemo del gruppo, che è pure brutto e sofferente per mancanza di donne. Visionario, infantile, disturbato. Gli amici un po’ cercano di dare una svolta alla sua vita, un po’ gli ridono dietro con affetto. Affetto? Ma sì, diciamo affetto.

Ultimo ma non ultimo è Gordon, quello perso, per cui anticonformismo vuol dire ribaltarsi di canne e ribellione è sinonimo di Lambrusco.

Zazza sceglie attantamente i suoi protagonisti attingendoli da una precisa fetta della gioventù di ieri ed oggi, quella dell’impegno politico ed intellettuale di sinistra, dell’estetica sessantottina che tutt’ora fa sentire la sua influenza. Ma i bersagli che colpisce con precisione sono quattro ragazzi ben poco coerenti con le idee che vanno propagandando. Che sia per pigrizia o per malafede, per debolezza o per vittimismo non importa. In quattro vignette quattro Marco Zazzaroni fa in tempo a montare un sogno, costruire un’illusione e farla implodere su se stessa svelando l’egoismo dietro alla rivendicazione, la noia dietro alla rabbia, la normalità dietro all’alternativa. E lo fa ridendo a crepapelle.

Con il suo stile di disegno deformato e caricaturale, a metà tra uno Stefano Disegni e l’Alfredo Castelli dell’Omino Bufo, Zazza, autore poliedrico che vanta anche diverse realizzazioni di cartoni animati, sghignazza forse un po’ amaro sulla sua stessa giovinezza perduta, sulle illusioni di quell’età in cui, come dice Guccini, “si è stupidi davvero”.

Le striscie di Vent’anni circa, pubblicato anni fa sul quotidiano Il Resto del Carlino, sono raccolte nel sito digilander.libero.it/zazzaedc, che vi consigliamo di navigare in lungo e in largo, visto che ospita anche gli altri lavori di Marco e del suo amico di vecchia data Elia della Casa, con cui forma da molti anni un proficuo sodalizio artistico.

Anche quest’oggi vi salutiamo. Ci aspettano altre due settimane di litigi in attesa dei nostri vituperati compleanni. Come sempre noi torniamo sia su queste pagine che sulle frequenze del Garage Ermetico (su Radio Kairos sabato dalle 13 alle 14 e su Radio Sherwood la domenica, in ritardo di una puntata, dalle 13 alle 14).

Fateci un regalo e leggete tante strip.


Ascolta la puntata :